LA SQUADRA HA BISOGNO DEI SUOI TIFOSI
Sarà anche vero che da ogni sconfitta c'è qualcosa da imparare, ma il Lugano visto alla Valascia è meglio dimenticarlo.
I bianconeri non sono riusciti a trovare l'equilibrio tattico tra il fore-checking aggressivo e la copertura degli spazi in fase difensiva.
Alcune reti leventinesi sono giunte con la squadra troppo passiva, altre con i biancoblù che hanno beneficiato di tempo e ghiaccio per concludere verso Manzato dapprima e Flückiger a partire dal ventesimo.
L'Ambrì ha pattinato di più, è stato più reattivo ed ha vinto più contrasti alle assi.
Il Lugano, con i giocatori di maggior talento arruffoni e poco lucidi, ha vissuto solo sulla buona volontà.
L'episodio decisivo della gara è stato il gol del 3-0 di Park al 19.57 che ha dato spessore anche numerico ad un primo periodo di marca locale con le reti di Reichert e Miéville.
Il punto di Steiner in powerplay al 22.38, al primo cambio di Paul DiPietro, avrebbe potuto riaccendere la partita, ma nello spazio di 62 secondi a cavallo di metà incontro Noreau e ancora Miéville hanno segnato il destino del derby numero 187.
Il terzo tempo non ha aggiunto molto con Vauclair e compagni generosi nello sforzo ma piuttosto confusi nonostante il 5-2 definitivo di Profico.
Prima della pausa per la Nazionale che giunge probabilmente al momento opportuno per un Lugano rabberciato, il gruppo ha l'obbligo di rialzare la testa contro i Lakers. E i tifosi la possibilità di spingere la squadra in un passaggio difficile della stagione.
(Com. stampa HC Lugano)
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